Alé la Merckx: buona la “prima” all’arena, in 2.000 sui pedali anche nella terra dei lupi

“Hai fatto bene a promettere ai nostri Veronesi uno spettacolo di gladiatori”, scrisse Plinio Secondo il Giovane, in età romana, all’amico Massimo. All’ombra dell’Arena non più scudi, spade, ma biciclette. Oltre duemila per la precisione, tanti erano i partecipanti alla Granfondo Alé La Merckx oggi a Verona, disputatasi sui due percorsi Granfondo di 139 km e 2500 m. dislivello e mediofondo di 85 km e 1250 m. dislivello.

Un numero che sembra voler sottolineare gli anni dell’antico teatro romano simbolo storico-culturale della città scaligera che ha salutato i ciclisti al via. Non più gladiatori, ma lottatori a pedali per la decima edizione della corsa dedicata al “Cannibale” Eddy Merckx che per la prima volta arriva in città dopo le passate edizioni in quel di Rivalta di Brentino Belluno (Vr).

Il via alle ore 8.00 in piazza Bra, dato dal sindaco Tosi, ha risvegliato Verona con il sorriso, mentre i raggi di sole si facevano largo tra le nuvole quasi a voler riscaldare un’atmosfera densa d’allegria e voglia di divertirsi. Ai nastri di partenza, ad aprire la corsa, stelle dello sport di ieri e di oggi: Mario Cipollini, il “Re Leone”, campione del mondo a Zolder nel 2002 e detentore del record di vittorie di tappa al Giro d’Italia, Fabrizio Ravanelli, ex attaccante della Juventus e della Nazionale, il veronese Edoardo Zardini, atleta del Team Bardiani-CSF, che ha voluto scaldare la gamba in vista del rientro alle corse dopo l’infrazione vertebrale rimediata ad inizio stagione. Assieme a Zardini, il velocista nonché compagno di squadra Nicola Ruffoni, Andrea “Flash” Guardini dell’Astana che ha voluto festeggiare il compleanno “sui pedali” e le atlete del Team Alé-Cipollini-Galassia capitanate da Marta Tagliaferro.

Dopo una pedalata in città la gara entra nel vivo al chilometro 26, quando iniziano i primi scatti. Quattro chilometri più tardi sarà l’ex professionista Mauro Facci a tentare l’allungo verso Mazzurega, ma l’azione si rivelerà un test in vista della sortita finale. La corsa cambia volto dopo il bivio medio/lungo con un drappello di sette unità, lungo la SP14 a menare le danze verso Erbezzo: Bertuola, Facci, Ricciardi, Romano, Ostolani, Barchi, Terzi. Spiazzi, Gualeni ed Andrea Pontalto, atleta di casa del Team Alé-Cipollini-Galassia, rimangono invece saldamente al comando della mediofondo fino alle porte di Verona.

A quattro chilometri dall’arrivo il margine di vantaggio è ridotto a 15’’ per i tre uomini al comando, ma sono Pontalto e Spiazzi a presentarsi sul traguardo in via Torbido. Ad avere la meglio sul compagno di fuga è proprio Spiazzi (ASD Total Speed), accolto da mamma Antonella, in lacrime per l’occasione, mentre è da sottolineare il gesto sportivo di Pontalto che, da sconfitto, abbraccia l’avversario di giornata porgendo i complimenti per la vittoria. «Davide (Spiazzi n.d.r.) – precisa Pontalto - ha meritato la vittoria ed è stato più veloce. Pensavo di poter confermare la vittoria dello scorso anno, ma non ne faccio un dramma: anche questo, in fondo, è il ciclismo! E poi ci sarà già la G.F.Sportful la prossima settimana per cercare riscatto». «Non riuscivo a trovare il ritmo giusto durante i primi chilometri ed ho faticato fino a Fosse», ha dichiarato il veronese Davide Spiazzi, tecnico elettricista per le Ferrovie, originario di Domegliara e ora residente proprio lungo il percorso a Sant’Anna D’Alfaedo. «In pianura, dopo la discesa, abbiamo proseguito di comune accordo resistendo alla rimonta degli inseguitori. Il prossimo obiettivo? La Leggendaria Charly Gaul».

La gara femminile vede l’ennesimo trionfo della trentina Serena Gazzini (Team Lapierre-Trentino-Alé), 54.a assoluta, su Carola Skarabela (Team Alé Germania).

La granfondo nel frattempo corre veloce sulle strade dei monti Lessini. Mauro Facci, come un lupo (sui Lessini è ricomparso da poco quello “vero”) “azzanna” nuovamente gli avversari ed allunga di prepotenza prima del passaggio in quel di Fosse. Dietro, con sfondi da cartolina con marmotte e mucche all’alpeggio a fare da pubblico, gli inseguitori tentennano ed il ritardo arriva a quasi 2’.

È l’azione decisiva. L’atleta vicentino dell’ASD Panozzo conquista nuovamente la testa della corsa e non cede alla rimonta di Bertuola e Ricciardi, presentandosi così da solo sul traguardo. «Lo scatto sulla prima salita non era un test vero e proprio. Ho cercato di scremare il gruppo, ma la distanza dal traguardo era notevole ed ho preferito non insistere», ha dichiarato Facci, classe ’82, otto stagioni da professionista (2003-2005 Fassa Bortolo, 2006 Team Barloworld, 2007-2010 Quick Step-Innergetic), vecchia conoscenza del ciclismo veronese dopo gli anni da under 23 tra la MG Boy’s diretta da Billy Ceresoli e la Tagicar-Zen. «Non conoscevo l’ultima salita – ha precisato Facci, ora magazziniere -; ho tentato l’allungo ed è andata bene». Un successo costruito tutto nel dopo lavoro per l’atleta scledense, con un occhio di riguardo al recupero e all’alimentazione.


Dominio incontrastato di Claudia Gentili (Team Giletti C.S.) nella granfondo femminile, con Odette Bertolin (Somec-MG.K VIS-LGL) a completare il podio assieme ad Elisa Benedet (Alé-Cipollini-Galassia).

Da segnalare anche la vittoria di Emanuele Ristori (G.S.Grassina) nella speciale classifica valevole per il campionato italiano tassisti.

«Al termine della prima edizione veronese – ha sottolineato Alessia Piccolo - non posso far altro se non i complimenti a tutto il mio staff che per tre giorni interi ha dato anima e corpo per la buona riuscita dell’evento, sacrificando in alcuni casi anche qualche ora di sonno. Ora attendiamo i commenti dei partecipanti, che per noi sono fondamentali per migliorare anno dopo anno. La partenza in piazza Bra è semplicemente fantastica, credo di non essere stata l’unica ad emozionarmi».

Al termine della corsa il “riso party” presso la loggia della Gran Guardia ha concluso in bellezza una grande giornata di sport. Qualche giorno di riposo per tutti, prima di tornare a pedalare. Si annuncia già una edizione 2017 spettacolare. Alé, La Merckx.

PH: Simone Avesani