Tutto sul Cannibale


Il Cannibale – Il miglior ciclista di tutti i tempi

Quarantaquattro anni dopo il suo miglior record di 11 vittorie al Grand Tour: il Tour de France del 1975, e dopo aver appeso le ruote nel 1978, Merckx cattura ancora i cuori, le menti - e le gambe - dei più appassionati ciclisti di tutto il mondo. Nessuno prima di lui, e da allora, ha dominato il ciclismo per un intero decennio, come ha fatto Merckx - e la Granfondo Alé La Merckx con il suo percorso di salite impegnative e discese esilaranti, percorse dallo stesso Cannibale, celebra il successo e l'impegno di una vera leggenda del ciclismo.


Una vetrina ricolma di trofei

Il belga Merckx, nato nel 1945, andò per la prima volta in bici all’età di tre anni, e 16 anni dopo, nel 1961, partecipò alla sua prima gara. Quello stesso anno, assaggiò la vittoria per la prima volta – e la sua carriera continuò raccogliendo 525 vittorie da professionista inclusi cinque Tour de France, cinque Giro d’Italia, una Vuelta in Spagna, tutte le cinque Classiche Monumento e tre campionati del Mondo.

Ma Eddy Merckx non vinse solo delle gare, le impacchettò in successione; vincendo la tripla corona di Giro, Tour e Campionati del Mondo su strada nel 1974 - Un'impresa raggiungibile solo da un versatile corridore di rara fattura, che si dimostrò contemporaneamente un corridore da classifica generale (CG) e di classiche. Cosi raro che appunto, oltre alla stessa leggenda, solamente un altro ciclista c’è mai riuscito: l’irlandese Stephen Roche (1987)


L’implacabile Merckx

Le abilità su larga scala di Merckx - che spaziano su pista, scalata e prove a cronometro - si sono rivelate una forza imbattibile se combinate con il suo stile di corsa feroce; ripetutamente in attacco. Dominando la scena delle corse negli anni '70, Merckx è diventato famoso per aver costantemente masticato tutto ciò che incontrava sul suo cammino in uno stile impietoso - quindi è facile capire perché sia entrato nella storia come "Il Cannibale".


La Fame di un Campione

Con la sua spinta insaziabile al successo, Merckx non smise mai di pedalare. Si allenò duramente, riposò poco ed affrontò ogni gara possibile. Durante le tappe del Grand Tour, che duravano in genere più a lungo di quelle delle edizioni contemporanee, Merckx si allenò con numerose uscite di nove ore, per preparare il suo corpo e la sua mente.

In vista del suo debutto al Tour de France nel 1969, il diario di allenamento di Merckx rivelava il suo incrollabile senso del dovere: gare consecutive e centinaia di miglia macinate assieme ai suoi compagni di squadra o da solo con il solo suono del suo freehub a fargli compagnia. Il suo impegno costante sarebbe continuato anche durante i mesi più freddi dell'anno, qualunque fosse il tempo.

Il cannibale affrontava 200 miglia alla volta, più volte alla settimana; e mentre Merckx sapeva che la Milano-San Remo – la prima classica dell'anno con il suo clima primaverile imprevedibile – sarebbe stata una ragione sufficiente per allenarsi, indipendentemente dalla pioggia, dal vento o persino dalla neve, il suo approccio d'acciaio lo preparò per il successo attraverso un totale di non meno di 13 stagioni.


Guadagnandosi il soprannome

L'impegno incrollabile di Merckx fu ripagato - non solo vinse il suo primo Tour de France nel 1969 ma nel farlo guadagnò anche la maglia Montagna e la maglia verde; battendo, negli ultimi 300metri, la stella del ciclismo dell'epoca, Jacques Anquetil. Merckx prese la corona dal primo uomo per regnare vittorioso al Tour ben cinque volte. Negli anni che seguirono, per Il Cannibale prevalse una serie ineguagliata di successi e nel 1972 stabilì il nuovo Record dell’Ora - imbattuto per i successivi 12 anni - e raggiunse la vittoria per il 37% delle gare disputate.

La leggenda dell’ineguagliabile successo di Merckx continua a catturare l'attenzione degli aspiranti ciclisti di tutto il mondo, e il 10 giugno migliaia di persone si riuniranno nel cuore del ciclismo per affrontare la gara di una leggenda: La Granfondo Alé La Merckx.