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Eddy Merckx: I tratti psicologici di una leggenda

Perché Eddy Merckx era così implacabile? Qual era il suo segreto? Di certo, la maggior parte dei ciclisti appassionati non riuscirà mai a conquistare la storica tripletta, ma questo non vuol dire che non potremo mai capire cosa si possa provare nel raggiungere obiettivi ciclistici, scalare le classifiche o vincere - se solo potessimo conoscere il modo per arrivarci. La forza fisica non è negoziabile ma non sottovalutate la forza della mente. Ecco qui che cosa possiamo imparare da Eddy Merckx.


Una grande dedizione

Eddy Merckx era conosciuto per il suo impegno nel pedalare in ogni condizione atmosferica per ore. Senza alcun dubbio la sua inarrestabile determinazione ebbe un grande impatto sulla sua prestazione da podio. Gli allenamenti in preparazione del suo primo Tour de France, potrebbero far piangere anche il ciclista più appassionato: in ogni condizione atmosferica, ogni giorno, 200 miglia alla volta e spesso da solo. Una famosa citazione del “Cannibale”: “Per poco tempo o per molte ore di fila non importa, ciò che è importante è pedalare sempre “. Se segui questo consiglio, non ti sbaglierai.


Race Face

Trattenere le espressioni non verbali, o avere una faccia da poker, è considerato un grande vantaggio in gara. Nel ciclismo si chiama “race face”, faccia da gara, e in questo Eddy era un maestro. Se le vittorie (più di 500!) avrebbero dovuto donargli un grande sorriso, in gara era impossibile comprendere il suo stato d’animo e il suo sguardo incomprensibile divenne la sua caratteristica. Nelle gare Eddy sapeva concentrarsi su un obiettivo con grande impegno – era un maestro della concentrazione.

Per superare gli avversari più forti, Eddy univa il suo talento degli “occhi fissi sull’obiettivo” con l’arte della tattica psicologica. Quando si accorse che Josè Manuel Fuente, conosciuto per la sua padronanza della montagna, poteva superarlo nella salita, lo fece innervosire in modo da portarlo a sbagliare. Il risultato? Fuente non riuscì mai a battere Eddy.


La forza mentale

Una volta che avrai acquisito la tua faccia da gara, sappi che non è sufficiente: devi anche convincerti di potercela fare! Anche gli atleti al massimo delle loro gare, fanno discorsi negativi con loro stessi, quella vocina che ti dice che non ce la farai; molti hanno trovato una via per superare questo ostacolo. Per esempio la pratica della visualizzazione o i mantra hanno aiutato gli atleti a raggiungere l’oro olimpico o mondiale. Per Eddy, la forza mentale fu fondamentale. Le sue citazioni famose dicono: “La gara viene vinta dal ciclista che soffre di più” e: “Quando fa male è quando puoi fare la differenza”.


Una forza nascosta

Come puoi diventare bravo a soffrire sulla bici ? beh, sapere cosa ti aspetterà aiuta molto. L’impegno di Merckx ha portato ad una forza fisica e mentale. Allenamento, allenamento, allenamento - più corri più la tua mente si abitua alle situazioni di gara e più sarai capace di governarle. Allenamenti regolari ti permettono di espandere la tua comfort zone, aggiungendo un’altra salita, un altro sprint , un’altra pedalata al freddo.

È importante realizzare che pedalare forte e gareggiare, fa male. Una volta Eddy disse: “i ciclisti vivono nel dolore. Se non riesci a gestirlo, non riuscirai mai a vincere.” Ma c’è anche un aspetto positivo di fronte a tutto questo sforzo. Se raggiungi la forza mentale in bici, probabilmente sarai capace ad affrontare meglio le sfide di tutti i giorni.